MOVIMENTO E BENESSERE INTESTINALE

La peristalsi è un complesso meccanismo di contrazione ritmica, che si propaga come un’onda lungo il tratto gastrointestinale, con intensità crescente, che diventa massima a livello dell’intestino tenue e torna ad attenuarsi nel colon.

L’onda peristaltica inizia subito dopo la deglutizione, nella porzione superiore dell’esofago, con lo scopo di accompagnare il passaggio del cibo: 

a. dall’esofago allo stomaco, dove viene ‘aggredito’ dai succhi gastrici; 

b. all’intestino tenue, dove si completa la digestione e vengono assorbite gran parte delle sostanze nutritive; 

c. all’intestino crasso, dove si trasforma in materiale fecale.

A livello dello sfintere rettale insieme all’onda peristaltica, che arriva dal tratto intestinale precedente, interviene l’azione sinergica della muscolatura intestinale volontaria che, in modo cosciente, frena o consente l’espulsione delle feci. Oltre alla muscolatura della parete intestinale, la defecazione coinvolge anche il diaframma e i muscoli addominali che, contraendosi simultaneamente, generano la pressione sufficiente per espellere le feci.

La peristalsi avviene con velocità diversa in relazione alla presenza o meno di alimenti nello stomaco, nonchè alla quantità e tipologia di materiale contenuto nel tratto gastrointestinale.

È influenzata da: lo stress, attraverso il sistema nervoso autonomo simpatico e parasimpatico; dagli ormoni, quali la serotonina; dall’infiammazione acuta o cronica; dallo stile di vita; dall’attività fisica; dalla composizione della flora batterica intestinale sue eventuali alterazioni.

Le variazioni della velocità di contrazione delle onde peristaltiche a livello della parete intestinale sono cruciali nel determinare alterazioni del transito e disturbi vari: stipsi o diarrea, crampi, gonfiore e dolore addominale, meteorismo, flatulenza, malassorbimento etc.

Il movimento stimola la peristalsi intestinale, migliorando la velocità e l’efficacia del transito, favorisce la crescita di batteri buoni nel microbiota e la diversità microbica, riduce l’infiammazione.

Ma quali sono i vantaggi di un’attività fisica mirata e regolare per il benessere intestinale?

Allenare la muscolatura addominale, volontaria e involontaria, favorisce la motilità intestinale, contribuendo a prevenire la stipsi e a mantenere un intestino sano.

Le tecniche ipopressive, già note per il prezioso contributo in ambito uroginecologico, si rivelano un prezioso alleato del benessere intestinale:

a. migliorano la circolazione sanguigna e linfatica a livello pelvico;

b. favoriscono il riposizionamento degli organi interni e riducono la pressione sugli organi pelvici;

c. rinforzano i muscoli posturali, in particolare gli addominali e il pavimento pelvico a supporto degli organi interni, contribuendo a migliorare la motilità intestinale, riducendo tensioni a vantaggio di una migliore regolarità.